Il diavolo a Loudun

Qui, signore e signori, parliamo di uno dei casi più inquietanti, criptici, tragici e comici della storia demonologica.
Siamo intorno al 1630 e siamo in Francia, per la precisione a Loudun, cantone (oggi conta circa 7.000 abitanti) nel centro-ovest della Francia. Il protagonista della vicenda è l’abate Urbain Grandier (1590-1634).

Da una decina di anni circa, la chiesa di Saint-Pierre era sotto la custodia dell’abate Urbain Grandier. Questo Grandier era un gesuita dai modi affabili, molto attraente, carismatico; piaceva, amava piacere e aveva un vizio molto diffuso tra i maschi piacenti: le donne. È vero sì che era un prete, però… sapete com’è… Nel 1630 aveva circa 40 anni. Quando presenziava alle messe, tutto bello elegante e affascinante, serio, impettito e capace di sfoggiare un linguaggio elegante, si compiaceva degli sguardi adoranti delle fedeli. Le donne non si perdevano una sua messa. Durante i suoi sermoni, accusava tutti quei monaci che facevano vita ritirata e ascetica o tutti quelli che praticavano l’elemosina. Era quindi adorato dalle donne, ma non dai carmelitani o dai cappuccini.

La faccenda potrebbe apparire comica, tipica da novella boccaccesca, non fosse che il clima politico era complesso e delicato: siamo in pieno scontro, in particolare in Francia, tra cattolici e protestanti. Grandier stava giocando col fuoco… da una parte si inimicava alcune figure del clero (e il clero aveva un gran bisogno di mostrarsi integerrimo), dall’altra si stava facendo dei nemici proprio tra quelle donne che egli seduceva. Un conto era andare a letto e magari mettere incinta qualche fedele, ma il suo fascino si propagò anche tra le suore.
Pare che sia stata proprio la madre superiora del convento delle Orsoline a denunciarlo, suor Giovanna degli Angeli. E l’ipotesi sarebbe che Grandier si fosse rifiutato di diventare direttore di quel convento. Nel 1632 venne accusato di stregoneria.

Si era sparsa infatti la voce che le suore orsoline fossero tutte possedute dal demonio. Questa specie di virus diabolico era partito dalla madre superiora. A quanto pare, lei lo aveva preso nel momento in cui Grandier le aveva offerto delle rose. Suor Giovanna degli Angeli era una presunta isterica, sottoposta a trattamenti di esorcismo insieme ad altre sorelle. La fonte dell’esorcismo in questione faceva convergere le accuse naturalmente al diavolo, e il diavolo in questione divenne il povero Grandier.

Durante il primo processo, Grandier ottenne la scarcerazione, appellandosi al tribunale di Parigi ma, durante quel primo processo, aveva accusato una figura molto potente: il cardinale Richelieu. La faccenda si complicava ulteriormente. Richelieu, da parte sua, temeva che i protestanti ne approfittassero per aggiudicarsi quella zona. Quindi fece una mossa fatale per Grandier: inviò a Loudun il noto esorcista Jean-Joseph Sourin.

Al secondo processo vi fu un testimone d’eccezione: il diavolo in persona. E come si presentava il diavolo questa volta: sotto la forma della madre superiora. Lei (ovvero Satana in lei) testimoniò contro l’abate dicendo di aver fatto un patto con lui: Grandier, in cambio di devozione a Satana, avrebbe avuto fama, fortuna, donne. Come se non bastasse, alla testimonianza aggiunse una prova: la pergamena scritta in cui si attestava il patto firmato tra il diavolo e Grandier. Nella Biblioteca Nazionale di Parigi potete trovare la dichiarazione da lui stesso scritta e firmata, con la quale si vende a Satana.

Scattò la tortura. La tortura aveva lo scopo di trovare ulteriori prove di questo scellerato patto e tali prove andavano trovate nella pelle, sotto forma di nei. Grandier venne denudato e depilato; un medico chirurgo si occupò di indagare il corpo. Ma neppure i segni sul corpo, i presunti nei diabolici, furono trovati. C’era però una spiegazione logica: erano stati cancellati dal diavolo stesso. Grandier venne ulteriormente torturato, affinché ammettesse la veridicità del patto col diavolo. Non ammise mai nulla. Fu condannato al rogo il 18 agosto 1634.

Sourin dovette lottare per diversi anni contro i diavoli di Loudun (pare che, solo la madre superiora, ne avesse dentro sette), e fu una battaglia durissima. In certe fasi, lo stesso Sourin divenne posseduto: la madre superiora si era trasformata ai suoi occhi in una donna bellissima e Sourin sentiva Sourin stesso parlare per sedurla. I diavoli misero in giro la voce che la superiora era incinta, ma la Santa Vergine la costrinse a espellere quella falsa gravidanza.
Alla fine, Sourin vinse, ma la faccenda era stata per lui talmente impegnativa che finì per impazzire.
Un curioso dettaglio per concludere: la vicenda di Grandier è narrata nel film The devils di Ken Russel, film presentato alla mostra di Venezia nel 1971. il critico Giovanni Raboni, giornalista di “Avvenire”, ne fece una recensione positiva. E venne licenziato.

Per approfondire: Aldous Huxley I diavoli di Loudun

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