Vacanze d’infierno: XIII puntata – Denuncia

(Denuncia: dal latino, denuntiare; composto da “de” e “nuntiare”. Annunciare, riferire).

Il cervello umano (almeno il mio) funziona in modo strano: a volte inganna. Di fronte a un problema fa un gioco simile a quello delle tre carte. Dov’è il problema? Chiede mischiando le carte. Tu giri la carta e trovi la carta premio.
Tendenzialmente, evitiamo di guardare il dato di fatto nella sua brutalità e lo facciamo esasperando il problema (in modo da renderlo irrisolvibile) o deviando su altro.

Dubbi

È mezzanotte passata di mercoledì 19 luglio 2023, ed è quindi già il 20. Nello spazio a punta delle barca, le mie figlie dormono o sembrano dormire. Io sono sdraiato, per come posso, nel mio “letto”. E sudo. E non so se sudo per il caldo o per l’agitazione. Ho un grosso problema da risolvere: recuperare i documenti, ma non so esattamente come fare. Nell’immediato, tuttavia, un altro problema mi assilla: dormire in una barca che, evidentemente, non è un posto sicuro. Se già avevo poca simpatia per questa barca, la mia poca simpatia si è trasformata in odio. “Non puoi” mi dico “Non puoi più far dormire le tue figlie qui! Devi trovare una soluzione.” E la soluzione è ovviamente cercare un altro posto. “Ma, senza documenti, come fai?”

Via da qui!

Smonto il tambucio e vado fuori a fumare e fumando cerco sul telefono alberghi in zona. Tutti prezzi belli elevati: qualcosa sui 150 a notte, al minimo. Oltretutto, se cercate un albergo in internet, noterete come il mercato sia ormai intasato di siti che fanno mediazione. Troverete molto raramente il diretto sito di un hotel. E naturalmente i prezzi offerti contengono la fetta di torta per il sito, per cui, se cercate nell’immediato un posto, vedrete come il mito del “prezzo buono” sia semplicemente una bufala. Internet ormai si è accaparrato tutti i mercati. Google avvantaggia chi paga. Tutto è dato per mediazione e nessuno fa mediazione per farvi un favore. I tempi in cui internet rappresentava un vantaggio sta piano piano sparendo, perché ormai tutti usiamo internet e il mercato ha regole ferree: se aumenta la domanda aumenta il prezzo.

Ipotesi e soluzioni

Verso le due di notte sono ancora sveglio e ancora non ho trovato una soluzione. Allora mi addormento. Il mattino dopo vado a farmi un caffè e intanto controllo su Google Maps dov’è stazione di polizia più vicina: un’ora e passa a piedi. Mentre torno verso la barca, incontro il cuoco siciliano. Espongo il caso. Lui dice di aver notato un marocchino sospetto (non si capisce su che base fosse marocchino) aggirarsi per il porto. Poi fa un discorso dai connotati chiaramente qualunquistico-reazionari, che ascolto con pazienza. Concluso il suo ragionamento, mi offre una soluzione: andare in taxi alla polizia! L’uovo di Colombo… Non solo, mi chiama egli stesso il taxi. Riaggancia e mi dice che il taxi arriverà in “quel punto” tra una decina di minuti. Chiamo all’ordine le figlie. Arriva il taxi. Saliamo.

Stazione di polizia

La stazione di polizia di Badalona si trovava a un buon venti minuti di taxi, su per salite, in alto, ben lontano dalla zona centrale. C’è un citofono, suono, entriamo; ci mettiamo in coda. Ci sono altri due in attesa, più uno già allo sportello. Al mio turno espongo il caso. Mi sono premunito, traducendo col telefono, il discorso, che intendo leggere a voce alta. Prima di dare avvio alla lettura, mi presento: “Buen dia. Jo soy italiano. Perdona el mio castellano…” e leggo. Da dietro la vetrata, il poliziotto mi guarda e annuisce. Infine mi dice di sedermi. Mi richiameranno. Ci vorrà un po’ di tempo, precisa.
Propongo alle figlie di prendere un autobus (studiamo il percorso), andare al mare e aspettarmi al solito posto. Gli do 20 euro; incassano e vanno.

Verbale

Una curiosità antropologica: come avranno speso quei 20 euro due adolescenti ? Patatine e gelati…
Mentre loro sgranocchiavano le loro patatine, io, dopo un paio di sigarette e qualche partita a Soccer Stars, mi trovavo in un ufficio della stazione di polizia di Badalona, a esporre il caso.
La polizia spagnola si comporta, bene o male, come quella italiana: redige verbali. Il verbale andava redatto in ogni punto, naturalmente: dati anagrafici, residenza e narrazione dell’accaduto. Il tutto nel tipico linguaggio burocratese che si usa in questi casi. Il poliziotto spagnolo si è comportato in modo molto cortese, parlando lentamente, in modo che capissi, e spiegandomi tutto. Ogni tanto si inceppava nel dover trascrivere certi nomi di vie o paesi italiani, ma ci siamo riusciti. Alla fine mi ha accompagnato alla porta e mi ha detto: “Con questa denuncia potresti anche salire in aereo. Ma Ryan Air è molto fiscale. Quindi non te lo assicuro. Ti conviene andare al Consolato italiano a Barcellona.” Ho annuito. Ci siamo stretti la mano e lui: “Adiòs hombre!”

Adiòs hombre

Mentre cammino già per le vie di Badalona, rincuorato, mi sistemo il cappello e avanzo. Vedo chiara luce tra le ombre. Mi sistemo il cappello spostandolo con la punta delle dita in avanti, gesto che mi fa sentire un vero hombre in un film di Sergio Leone. Chiamo le figlie e mi dicono che si stanno divertendo. Tutto fila liscio. Un problema è risolto. Ora devo procedere con razionalità e ora mi merito un premio: caffè e cornetto. Quindi mi preparo per il secondo livello: trovare un hotel.

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