Animali omosessuali

Il rospo? Ops... mi scusi...

Non vi preoccupate se non sapete distinguere un rospo maschio da un rospo femmina; essi stessi si confondono. Capita quindi che un rospo maschio, in fibrillazione sessuale, veda un altro rospo e lo ingroppi prendendolo per femmina. Se è femmina, non dice niente e tutto fila liscio. Se però l’ingroppato è maschio, emette un grido per comunicare all’altro l’equivoco. Il rospo ingroppatore allora se ne va (suppongo scusandosi).
Va detto che il rospo è uno che facilmente combina guai negli amplessi. Capita anche che si sbagli e confonda la tinca per una rospa. E la ingroppi. Il problema della tinca è che, essendo pesce, non può emettere alcun grido; quindi subisce in silenzio, fino a che il rospo non si renda conto da sé di essersi sbagliato (e suppongo che si scusi imbarazzato e se ne vada).

La cimice perforante

La cimice ha un problema simile al rospo: ci vede poco, per cui anch’essa (anch’esso, anzi) sbaglia e, se incontra un’altra cimice, maschio o femmina che sia, gli balza addosso. Gli può capitare addirittura di balzare addosso a sagome rotondeggianti o qualsiasi cosa che assomigli vagamente a una cimice. Quando si accorge di essersi confusa, però, si allontana. Particolarmente bizzarra è la cimice Primicimicimex cavernis (una cimice parassita dei pipistrelli). Essa ha un pene perforante e il suo amplesso avviene penetrando un po’ a caso (come avesse un coltello) il dorso della femmina; attraverso questi fori, come facesse delle iniezioni, immette i propri spermatozoi che poi, tramite il sangue, raggiungono le uova da fecondare. Dato che ci vede male, come dicevamo, gli capita di perforare, a volte, la corazza di qualche maschio. Non ci è dato sapere se si scusi.

Lo spinarello marino? Fammi tuo!

Il maschio dello spinarello fabbrica sui fondali dei mari dei nidi percorsi da una specie di tunnel dove le femmine penetrano per deporre le uova. Alcuni maschi conducono altri maschi all’interno di questo tunnel e li costringono a svolgere il ruolo di femmina. Alcuni spinarelli stanno al gioco e accettano di essere “dominati”. Tutto qua.

La lucertola americana? Do ut des...

Quando il lucertolo è eccitato va in cerca di qualcuno con cui spassarsela. Se è femmina, bene; se è maschio, bene comunque (a parte, naturalmente, l’assenza di fecondazione): il maschio introduce il proprio organo nell’altro. L’altro, che intanto si è eccitato, gli rende il servizio.

Il babbuino? Sono il più forte, quindi...

E ora veniamo ai nostri più stretti vicini: le scimmie. Vi è innanzitutto da precisare che le scimmie, studiate in cattività, dimostravano una esagerata propensione sessuale, non solo accoppiandosi di continuo ma anche masturbandosi di continuo; tuttavia si è in seguito notato che, in condizioni naturali, le cose avvenivano diversamente. Una scimmia in libertà non aveva la stessa foga sessuale dimostrata in cattività. Come dire che un essere umano, costretto a stare in casa, diventi più libidinoso (chissà che è successo con la clausura causa Covid).
Il babbuino, per la precisione, pratica tranquillamente sesso sia con femmine sia con maschi. A volte la monta ha semplicemente una funzione di dominio (per dimostrarsi gerarchicamente superiore), quindi è simulata; altre volte è un vero e proprio atto. I due modi non sono in contraddizione, infatti, quando un babbuino si riconosce inferiore, scappa. Scappando mostra il deretano. Mostrando il deretano compie lo stesso gesto che fa la femmina per eccitare il maschio. Le conseguenze sono ovvie. Ah, anche le femmine di babbuini praticano atti omosessuali, sfregandosi reciprocamente i genitali.

I bonobo? Fricchettoni!

Altra specie di scimmia: i bonobo. I bonobo che sono, con alta probabilità, i nostri più diretti parenti, tra gli animali. Ebbene, i bonobo sono dei convinti praticanti della libera sessualità. Vogliono solo spassarsela, incuranti delle sfumature: maschi con femmine, maschi con maschi, femmine con femmine. Vi sono addirittura casi di prostituzione: bonobo che si concedono in cambio di cibo o in cambio di protezione.
Direi che siamo in fondo bonobo ben vestiti.

Per approfondire: Giorgio Celli Vita segreta degli animali

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

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