Una questione di misure

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Contano la misure?

La questione della misura del sesso riguarda notoriamente (e apparentemente) più gli uomini che le donne. Esiste addirittura un ramo della chirurgia, chiamata falloplastica (https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/falloplastica.html): un intervento per ingrandirlo. Quindi la faccenda è relativamente seria.
Tralasciando i fenomeni pornografici, le leggende metropolitane e la mitologia da bar sport, lo staff di StradePossibili vuole affrontare la faccenda in modo (come è nostro uso) scientifico. E abbiamo quindi trovato risposta rifacendoci alla bibbia dell’erotismo: il kamasutra, che non è un catalogo di posizioni, bensì un libro complesso (https://it.wikipedia.org/wiki/K%C4%81ma_S%C5%ABtra).
Si tratta di un testo risalente alla antica cultura indiana, scritto in sanscrito, collocabile tra il I e il IV secolo. Si può situare nella filosofia della realizzazione del sé. Nell’ottica di questo antico testo, la realizzazione del sé consiste anche in una ottimale vita erotica.
Bene! Vediamo cosa dice, a proposito di misure, il Kāma Sūtra. 

Cosa dice il Kāma Sūtra?

Ovvio che la questione viene trattata non in termini empirici, non fa accenno, insomma, a precise misure. Alla questione se essere o non essere dotati può risultare più o meno vantaggioso, non dà una precisa risposta. Esamina la faccenda stabilendo tre categorie.
“Gli uomini si dividono in tre classi, gli uomini lepre, gli uomini toro e gli uomini cavallo a seconda della grandezza del loro lingam. Anche la donna, secondo la profondità della sua yoni, è una cerva, una giumenta o un’elefantessa. Da ciò segue che vi sono tre unioni uguali, cioè tra persone che si corrispondono in dimensione, e sei unioni inuguali, quando al contrario le dimensioni non si corrispondono.”
Senza essere dei geni matematici: se 3×3 fa 9, logico che le possibili combinazioni, ovvero i possibili amplessi per genere, sono 9. Fin qui è facile. Tuttavia, il testo precisa che, di queste 9 possibilità (lasciamo perdere il 69) solo 3 sono uguali.
Nello specifico, le 3 uguali sono:
– lepre e cerva;
– toro e giumenta;
– cavallo e elefantessa.

E quindi?

La questione pare risolta in modo molto semplice. L’unione perfetta avviene tra una donna e un uomo appartenenti alla stessa categoria. Come dire: Dio li fa, poi li accoppia!
Ma che accade se avviene una unione diseguale?
“Nelle unioni disuguali, allorché l’uomo supera la donna in dimensioni, la sua unione con la femmina che, da questo punto di vista, appartiene alla categoria immediatamente dopo di lui, si chiama alta unione ed è di due specie; mentre la sua unione con la donna più lontana da lui per le dimensioni, si chiama altissima unione ed è di una specie sola.
Ma quando è la donna a superare l’uomo, la sua unione con l’uomo che viene immediatamente dopo si chiama bassa unione ed è di due specie; mentre l’unione con l’uomo più lontano si chiama bassissima unione ed è di una specie sola.”
Non fatevi però ingannare dagli aggettivi “alta” e “altissima” o “bassa” e “bassissima”. Si tratta semplicemente di una definizione. In realtà, ripeto: “le migliori sono quelle uguali; quelle di grado superlativo, e cioè le altissime e le bassissime sono le peggiori, le altre sono di qualità media e fra esse le alte sono migliori delle basse.”

Ma non è tutto qui!

Il tema dell’ottimo amplesso non si risolve però solo nella misura, bensì anche in altre tre categorie che riguardano la passionalità: 1) piccola; 2) media; 3) intensa. E anche qui la soluzione ideale è l’incontro di categorie identiche.
Ulteriore categorizzazione (risolvibile al solito modo) riguarda il tempo dell’amplesso: 1) poco tempo; 2) tempo moderato; 3) lungo tempo.
Come vedete, la natura è in fondo equa.
Due mie annotazioni conclusive:
-annotazione romantica: se c’è amore, tutte queste categorie lasciano il tempo che trovano;
-annotazione cinica: l’amore è la conseguenza sublimata del godimento.

Per approfondire: https://www.rodoni.ch/KAMASUTRA/kamasutra.html
Per approfondire meglio: metro da sarta.

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

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