Chi gode di più: la donna o l’uomo?

Gode di più la donna o l’uomo? Va da sé che la domanda risulta oziosa, ma oziosamente adatta all’estate.
Supponiamo l’esistenza di una macchinetta (un marchingegno, io immagino, pieno di cavetti e ventose che va applicato in varie parti del corpo) il quale marchingegno misuri il piacere sessuale (non sarei sorpreso ci fosse una app). Ecco, in base a questo (che chiameremo) “godometro” le tacche del livello di godimento, saranno più alte nella donna o nell’uomo? Certo… non tutte le donne sono uguali, così come non tutti gli uomini. Allora prendiamo un campione, mettiamo, di 1000 donne e 1000 uomini di diverse età, e ne misuriamo con la macchinetta il livello di piacere: chi vincerà?

La diatriba tra Era e Zeus

La domanda se la ponevano già gli antichi greci, anzi, ne era nata una discussione nei vertici dell’Olimpo, tra Era e Zeus, i quali erano sposati. Zeus sosteneva che il piacere fosse superiore nelle donne, Era, va da sé, l’esatto opposto.
Come arbitro della contesa fu scelto un umano (come spesso capita nella mitologia greca): Tiresia, il noto indovino che, tra le tante cose, fu quello che vaticinò a Edipo la sua maledizione.

Risponde Tiresia...

Tiresia, prima di diventare indovino, aveva infatti vissuto la doppia identità sessuale. Era una specie di trans. Un giorno passeggiando per il monte Cillene aveva colpito col bastone la femmina di una coppia di serpenti in pieno amplesso e si era per questo trasformato in femmina. Dopo sette anni, era ritornato maschio, colpendo il maschio di una coppia di serpenti in amplesso. Quindi aveva un’idea abbastanza precisa del piacere sessuale femminile e maschile. Chi meglio di lui poteva risolvere la questione?

Il responso

Era e Zeus lo convocarono e lo interrogarono, e Tiresia rispose che, se dividiamo il piacere sessuale in dieci parti, nove spettano alla donna, una solo all’uomo.
Zeus vinse quindi la scommessa e Era si vendicò su Tiresia rendendolo cieco. Ma Zeus, per ricompensarlo, gli assegnò tre poteri: il dono della profezia, il dono di comprendere il linguaggio degli uccelli e il dono di vivere una lunghissima vita.
Ora… non vorrei intromettermi in questioni divine e non vorrei offendere nessuno, ma mi nasce il sospetto che Tiresia abbia fatto vincere Zeus per convenienza.

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

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