Il bacio che uccide

Il bacio ha sostanzialmente due funzioni: erotico e di saluto. Pare tuttavia che la sua primaria funzione, almeno nell’Oriente antico e forse anche in Grecia, non fosse sessuale. Erodoto narra che, in Persia, il bacio sulla bocca indicava un saluto esclusivamente tra pari, mentre sulla guancia segnalava una differenza sociale. Ma anche nella Grecia post-omerica la parola bacio (philema) è connesso a philos, ovvero “amicizia”. Gli studi antropologici rivelano che, dal punto di vista erotico, il bacio era sconosciuto a molti popoli “quali i mongoli, gli eschimesi, i polinesiani e gli abitanti del Giappone antico.”
Nell’antica Roma c’erano tre parole per indicare il bacio: osculum, savium, basium. Le prime due sono le più antiche: osculum si usava in contesti famigliari, savium in contesti erotici, in particolare riferito in rapporti con prostitute. Diciamo quindi che savium aveva una connotazione volgare.
La parola basium compare più tardi, con Catullo (84 a.C.-54 a.C.) e ha nette connotazioni erotiche, sebbene altri autori, quali Virgilio o Orazio, non usassero questo termine, considerandolo volgare.
L’etimologia di osculum rimanda a “bocca” (os=bocca). La funzione di osculum era però tutt’altro che erotica. Infatti la sua funzione era quella di controllare, da parte dei parenti, le virtù della donna. Baciandola in bocca, gli uomini controllavano che la donna di casa non avesse bevuto vino, alcolico rigorosamente vietato alle femmine. Vi era addirittura una legge, fatta risalire a Romolo, che concedeva al marito di uccidere la moglie, se sorpresa in cantina. Bere vino corrispondeva ad adulterio.
Un fatto di cronaca, risalente alle origini della fondazione di Roma, narra di un marito, un certo Ignazio Mecennio, il quale trovò la moglie a bere vino e la uccise a bastonate. La legge glielo permetteva e applicò rigorosamente la legge.

Per approfondire: Eva Cantarella Dammi mille baci

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

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