I Beatles: il successo non basta

Difficile forse oggi capire e apprezzare il peso che i Beatles ebbero nel mondo musicale e culturale. Si consideri, per esempio, l’apporto che diedero alla psichedelia, con l’album Sgt. Pepper’s Loney Hearts Club Band, album che creò la base per altri noti stili musicali, come quello dei Pink Floyd o Jimi Hendrix o Eric Clapton.

Dal 1962 al 1970

Dal 1962 (anno in cui si definì la formazione storica) cominciò il successo dei cosiddetti Fab Four (the Fabolous Four) che continuò a ritmo crescente fino all’anno dello scioglimento del gruppo: 1970. Successo di vendite che continuò anche negli anni a venire.
“I want to hold your hand” nel 1964 vendeva a ritmo di 10.000 copie al giorno, risultando il 45 giri più venduto in un mese nella storia del mercato discografico americano. Ben 12 canzoni dell’album A hard Day’s Night erano posizionate nella classifica di vendita tra i primi 79 pezzi più venduti.
Il gruppo lavorava (tra concerti, dischi, film, libri e impegni vari) a ritmi serratissimi e, nonostante il successo planetario, il fondatore del gruppo John Lennon, già nel 1965, dava segni di sconforto, squilibrio, infelicità, spunto per la canzone “Help!”, che non fu inizialmente colta nel suo reale significato.
In un’intervista George Harrison affermò: “I Beatles sono normali, ma il resto del mondo è impazzito!”

Tentativi mistici

Nel marzo del 1966 Lennon dichiarò: “La cristianità sta scomparendo (…) Noi siamo più popolari di Gesù!”, provocando forti reazioni da parte delle comunità religiose americane, roghi pubblici dei loro dischi, censura in diverse radio e minacce dal Ku Klux Klan.
Coinvolti in un vortice di successo destabilizzante, soldi a palate, droga di ogni tipo, e quindi tanti fan quanti detrattori, nel 1967 i quattro Beatles tentarono la via mistica orientale. Insieme a mogli e figli e altre persone famose (tra cui Mick Jagger, Mia Farrow, i Beach Boys, più vari personaggi bizzarri) si recarono nel Galles dove il santone indiano Maharishi Mahesh Yogi teneva un seminario sulla meditazione. Fu un tentativo deludente: Ringo Starr in pochi giorni se ne tornò a Londra; Paul McCartney subito dopo; Harrison li seguì, per quanto fu quello che dei quattro mantenne il più forte rapporto con la mistica orientale. In quanto a Lennon, rimase profondamente deluso nell’esatto momento in cui pescò il santone indiano a spassarsela con una ragazza del gruppo. Alla faccia dell’ascesi mistica!

Per approfondire: Roberto Caselli/Michelangelo Iossa The Beatles

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

Questo articolo ha un commento

Lascia un commento