Che tipi gli antichi egizi!

Gli antichi egizi

Gli egizi rientrano in una categoria della memoria particolare e particolarmente affettuosa, perché ci riportano alla scuola elementare, dimensione in cui tutto è sorpresa e meraviglia. Insieme ai babilonesi, i sumeri, i nativi americani e gli eschimesi sembrano un’invenzione della Storia, al limite tra realtà e mito.
Erodoto (autore greco vissuto intorno al IV secolo a.C.) guarda gli egizi con gli occhi dello stupore. Compie un viaggio in Egitto, si documenta, osserva, studia, ascolta e ci riporta le sue impressioni.
Rimane sorpreso dal fatto che gli egizi avevano strane usanze, praticamente capovolte rispetto a quelle greche.

Le loro strane abitudini


Nell’antico Egitto le donne si occupavano di commercio; erano esse a recarsi al mercato a vendere e comprare; gli uomini stavano a casa a tessere, e il loro telaio, a differenza degli altri che spingevano la trama dall’alto, faceva il percorso opposto.
I pesi erano portati dagli uomini sulla testa, dalle donne sulle spalle.
I greci scrivevano da sinistra a destra; gli egizi da destra a sinistra.
Gli uomini orinavano accovacciati, le donne in piedi. I bisogni corporali erano espletati in casa, mentre mangiavano fuori, perché ritenevano che le cose non vergognose vanno fatte all’aperto.

Religione e animali

Per quanto riguarda l’aspetto religioso, era limitato agli uomini: solo essi potevano essere sacerdoti, anche per le divinità femminili. E i sacerdoti, a differenza delle altre culture, portavano i capelli rasati. In caso di lutto, invece, in Egitto era usanza lasciarsi crescere capelli e barba.
Era normale per tutti i popoli vivere lontano dagli animali; gli egizi invece li tenevano in casa, e davano loro grande importanza, tanto da mantenere il lutto in caso di morte.
Unico animale che consideravano impuro era il maiale. Se per errore ne toccavano uno, andavano subito ad immergersi nel fiume. I porcai non potevano entrare nei santuari e nessun padre avrebbe dato la figlia in sposa a un porcaio; infatti si sposavano tra loro. La sola occasione in cui sacrificavano un maiale, era in onore di Selene e Dioniso durante il plenilunio; solo in quel caso mangiavano carne di maiale.
Avevano invece particolare devozione per la vacca (infatti la dea Iside è raffigurata con corna di vacca). La morte di un gatto o di un cane era causa di grande lutto. Nelle case dove un gatto moriva di morte naturale, gli abitanti si radevano le sopracciglia; se moriva un cane, si radevano completamente. I gatti venivano imbalsamati e sepolti in locali sacri; le cagne seppellite nella città, in urne sacre; così le manguste; topiragno e sparvieri venivano portati nella città di Buto; gli ibis a Ermopoli. Orsi (rari) e lupi venivano seppelliti dove morivano.

Per approfondire: Erodoto “Le storie” – Libro II – L’Egitto”

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

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