Talete

Talete visse a cavallo tra il VI e il V secolo avanti Cristo, ovvero circa 2.600 anni fa, cioè in un tempo che si fa sempre più remoto, al confine tra storia e mito. Tutto ciò che sappiamo di lui possiede la contraddizione della leggenda e insieme la forza della leggenda. Siamo nel campo del “si dice…”. Ma già dicevano “si dice” gli autori che scrissero di lui circa 300 anni dopo, gente che ancora poteva avere l’attendibilità biografica di un qualche documento coevo.

Di Talete si dice...

Uno dice che fu Talete il primo a occuparsi di astronomia e che prediceva le eclissi, che aveva misurato il sole e il rapporto del sole con la luna; un altro dice che scoprì l’immortalità dell’anima; un terzo sostiene che tracciò un triangolo ortogonale nel cerchio e per riuscirci sacrificò un bue. Ci muoviamo, come notate, in un concetto bizzarro di scienza.
Dicono che fosse sposato e avesse un figlio, ma dicono anche che non si fosse mai sposato e che non voleva figli per amore dei figli.
Grazie alle sue capacità di previsioni meteorologiche si arricchì facilmente: prese a nolo dei frantoi prevedendo una grande raccolto di ulivi, e così fu. Almeno si dice.

Aneddoti

Di sé pare che dicesse di essere fortunato per tre motivi: era nato uomo e non bestia, era nato uomo e non donna, era nato greco e non barbaro.
Eppure fu proprio una vecchia donna a deriderlo. Si dice infatti che un giorno, camminando con gli occhi al cielo, cadde in una buca. E mentre si lamentava, la vecchia lo burlò: “Pretendi di conoscere i cieli e non sai vedere che hai tra i piedi.”

Come morì

Per concludere, colmo dei colmi per un filosofo-astrologo-metereologo, si racconta che morì di caldo durante il finale di una gara ginnica. Era il 548 a.C., anno della 58° Olimpiade. Si racconta che si addormentò per sempre mentre assisteva a una prova di velocità. Un atleta tebano era riuscito a vincere e, mentre il pubblico in massa si era alzato esaltato dal trionfo, il vecchio Talete si accasciava.
Evidentemente il mito ha senso della verità, oltreché dell’umorismo.

Per approfondire: Diogene Laerzio Vita dei filosofi – Matteo Saudino La filosofia non è una barba

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

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