Eliogabalo e le storie tese (parte seconda)

Eliogabalo può essere considerato un’icona transgender. Non a caso, il suo nome risulta al centro dell’attenzione di diversi siti di cultura omosessuale.
Paragonato ad altri imperatori romani, non spicca certo per crudeltà, se mai per un particolare spirito ludico. D’altra parte, Eliogabalo era un adolescente.
Sesso spettacolarizzato, morbosità per l’esagerazione, feste nel segno dell’osceno: il suo impero sembra un’immensa parata da gaypride.
Da quanto riportano i cronisti (forse faziosi), egli si sentiva donna e avrebbe voluto essere donna. Pare che avesse dichiarato di essere disposto a offrire metà del proprio regno al medico in grado di trasformare i suoi genitali maschili in femminili.

Lusso e lussuria

Si racconta che si depilava, si imbellettava, si metteva parrucche e andava a prostituirsi pubblicamente. Era tutto gioco, sfarzo, delirio. Aveva un gusto rococò: organizzava pranzi a tema cromatico, cospargendo i commensali di petali caduti dall’alto, durante i quali venivano serviti piatti ricercatissimi e che finivano in immense orge. Oppure pranzi a regola numerica: otto calvi, otto obesi, otto spilungoni eccetera. Il tutto per creare uno scenario festoso. Altre volte faceva distribuire a estrazione dei doni per gli invitati, doni che potevano essere da nulla (per esempio 10 mosche) o di altissimo valore (per esempio 10 libbre d’oro).

Il potere è rischioso...

La sua figura è bizzarra, colorata, divertente, provocatoria, ma anche tragica. Tragica perché l’imperatore occupa una posizione molto delicata. E si ha l’impressione che Eliogabalo avesse preso la faccenda un po’ troppo alla leggera: non si preoccupava granché della situazione economica e militare dell’impero, che dava ormai da anni forti segni di crisi.
La maggior parte degli imperatori romani fu letteralmente fatta fuori dai propri uomini. Ci sono state fasi che votarsi all’imperio significava rimanere vivi ancora pochi anni, se non mesi. Alcuni non ressero un mese.
Eliogabalo durò quattro anni: dai quattordici ai diciotto.
Sarebbe ingiusto dire che il problema fosse la sua vita privata. Adriano era notoriamente omosessuale, eppure fu acclamato e ricordato come uno dei migliori imperatori della storia romana. Il problema era politico.

... e il trono barcolla

Il suo imperio cominciava a creare seri imbarazzi tra le fila dell’esercito. La sua gestione era umiliante, ma soprattutto indifferente agli affari di Stato. Si cominciò a pensare un modo politicamente corretto per escluderlo dal potere. Prima gli fu affiancato il cugino Alessandro Severo (che sarebbe diventato il successore), in una sorta di diarchia ufficiosa.
Eliogabalo reagì cercando di eliminare il cugino, ma tutti i suoi tentativi (con corruzione, con sicari, con ordinanze) fallirono. Quando poi i suoi tentativi divennero eclatanti, i pretoriani decisero di ucciderlo. Lo trovarono nascosto sotto una tenda, ma per quella volta decisero di risparmiargli la vita, a patto che escludesse dai posti di potere i suoi favoriti.

La fine

Eliogabalo accettò l’accordo. D’altronde non poteva fare diversamente. I suoi propositi di eliminare il cugino tuttavia ripresero piede.
Nel marzo del 222 Eliogabalo tentò di riprendersi il potere totale e, per organizzare meglio il proprio progetto, fece allontanare tutti i senatori dalla città, ma la guardia pretoriana (e tra loro molti che lui tentò di corrompere) anticipò le sue mosse.
Prima uccisero tutti i suoi complici (molti di loro con una morte simbolica: evirandoli o trafiggendoli da sotto), poi cercarono l’imperatore. Lo trovarono in un cesso, nascosto insieme alla madre. Decapitarono entrambi e finisce così il colorato percorso di questo bizzarro imperatore.

Per approfondire: Dino Baldi Morti favolose degli antichi

Maurizio Teroni

Sono' nato a Genova nel 1967, dove mi sono laureato con Edoardo Sanguineti, con la tesi "Giorgio Manganelli: inferni linguistici". Ho pubblicato racconti per le riviste "La rosa purpurea del Cairo", "Passaggi", "Il Maltese", "Erewhon" e saggi letterari per le riviste "L'immagine riflessa" e "Studi Novecenteschi"; nel 2011 "Il limo" (romanzo); nel 2021 "Di donne e d'altri guai" (racconti). Lavoro come insegnante di Letteratura italiana e Storia.

Lascia un commento