Storie sentite n°3 – Il nullatenente

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Dice che andava in motorino e i carabinieri, due, l’hanno fermato perché era passato col rosso ma era giallo, dice. Dice che i Comuni devono far su soldi allora fan multe per ogni cazzata.
Gli hanno chiesto i documenti. Lui ha tirato fuori la carta d’identità. E la patente? Non aveva la patente, mai avuta. Allora gli hanno chiesto il libretto di circolazione: non lo aveva. L’assicurazione? Niente assicurazione. Manco il casco aveva. Allora quelli si sono messi a controllare la moto: copertoni lisci, faro anteriore che non funzionava, marmitta fuori norma. Ma stiamo scherzando! Gli ha fatto uno dei due carabinieri.

Lui s’è scusato e gli ha dato ragione. Dice che bisogna sempre dargli ragione ai carabinieri. Gli ha detto che il motorino non lo usava mai ed era uscito così per fare un giro per andare a comprare i pannolini per il bambino. Poi l’avrebbe rimesso in garage. Mentiva, chiaro. I carabinieri non se la sono bevuta: gli hanno sequestrato il motorino senza “se” e senza “ma”.
E mentre mi raccontava tutto questo eravamo seduti al bar con una birra davanti. Lui se la rideva. Ha due figli, una moglie, non ha lavoro e se la rideva. Io non capivo come facesse… Io, se sono in ritardo con una bolletta della luce, già mi preoccupo.
Gli ho chiesto: ma come fai a essere così tranquillo?
Dice che non c’è niente da preoccuparsi. Possono arrivargli tutte le multe che vogliono. Non le pagherà. Le butterà tutte via. Tanto non possono fargli nulla. Non ha una sola cosa intestata a lui, niente di niente. Lui è ufficialmente disoccupato, non possono fargli niente e possono andare a farsi fottere. Tutto intestato a sua moglie, ha precisato ingoiando l’ultimo sorso di birra e ordinandone un’altra.

[Autore: Maurizio Teroni]

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