Senza titolo (2)

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La gente esce timidamente di casa e guarda i due amanti abbracciati sul selciato. Con la regolarità di un metronomo lui la bacia e la penetra. Non dicono nulla.
Da giorni hanno occupato la piazza. Qualcuno ha detto che avrebbe chiamato la polizia. La polizia è venuta, ma loro non si sono mossi.

Mi chiedo quando mangiano, o quando dormono. Alcuni, passando mi, domandano notizie, chi sono, da dove vengono, contro cosa protestano. Altri offrono loro una sigaretta, una coperta, un piatto caldo. Tutti tornano indietro facendo spalluce. «Finiranno per morire.»
Oggi è il dodicesimo giorno da quando hanno fatto la loro comparsa. Avevano detto che nella notte li avrebbero portati via, ma dopo tre settimane sono ancora lì. Nessuno osa più avvicinarsi. Sono molto dimagriti e non c’è dubbio che presto moriranno.
La sera ci raduniamo sul terrazzo di casa mia e li guardiamo. Non è che la visione sia eccitante di per sé, ciò che ci spinge sul terrazzo per guardarli è piuttosto lo spettacolo del loro disfacimento.
Dopo un mese non hanno più carne addosso, la pelle sembra cartapecora, si sentono scricchiolare le ossa.
Ieri sera, inaspettatamente, li abbiamo sentiti parlare. Siamo impalliditi. Abbiamo chiamato la guardia medica, ma i dottori non hanno potuto fare nulla. Allora siamo scesi in piazza e abbiamo visto due scheletri abbracciati. Un raggio di luce colpiva l’addome di lei. Continuavano a muoversi e cullavano un bimbo.

[Autore: Maurizio Teroni]

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Le partenze
Microracconti (52-57)

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