Merry Wiesner | Le Donne nell’Europa Moderna

Merry Wiesner

Un libro per capire

Cercavo sul web la copertina di questo libro scritto dall’esperta di storia delle donne Merry Wiesner dell’Università di Milwaukee, edito in Italia da Einaudi, quando nei primi 10 risultati di Google images mi compare il faccione beato di Silvio Berlusconi baciato sulle gote da due stangone (stranamente!) attempate, una bionda sulla destra e una mora sulla sinistra.

Ecco! Proprio lì volevo andare a parare! Quanto la considerazione accordata alle donne, e che le donne stesse hanno di sè, si nutre di certi stereotipi nutriti sotterraneamente, dai più “detestati”, che però, sarà un caso, non smettono di venirci quotidianamente propinati?!

Davvero il XX secolo, col femminismo e tutto il resto, ci ha consegnato un secolo in cui la parità fra i sessi è ormai stata conquistata, in cui possiamo dire di aver superato superstizioni, dicerie, pregiudizi che hanno per secoli confinato le donne al rango di mogli, madri e puttane? Leggete questo libro e vi accorgerete che molti dei discorsi attraverso cui uomini di Chiesa, governanti, eruditi, scrittori ma anche semplici “popolani” hanno plasmato per secoli l’immagine delle donne fino a farla interiorizzare da queste ultime, non sono (ahimè!) così lontani da quelli che avete magari sentito al bar sotto casa,  pronunciate dal politico o dal tronista di turno (ci sarà una differenza?!) in TV, o persino nelle quattro mura di casa (magari con un bel sorriso stampato in faccia che non si può non perdonare, Premier docet).

Leggete questo libro e saprete difendere il “genere femminile” dalle accuse di chi, ingnorante, vi incalza sottolineando il fatto che ogni storia, da quella dell’arte a quella economica, politica, scientifica, religiosa e culturale in genere, è stata fatta dagli uomini.

So, e lo sapete anche voi, che nemmeno loro ci credono, ma solo conoscendo la storia si può davvero sperare di opporsi alle mistificazioni, svelare i rapporti di causa-conseguenza e costruire qualcosa di migliore per il domani.

Verso la luce (Inferno – Canto XXXIV)

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