Le partenze

le partenze

C’è una stazione dove i treni, quando partono, partono a sorpresa.
Gli orari sono rigorosamente segreti e le tabelle di marcia vengono compilate secondo criteri sconosciuti e che, nella maggior parte dei casi, sfuggono al normale buon senso.
Le autorità preposte svolgono una vigilanza assai severa affinché nulla venga trapelato.

Gli studi clandestini che sono stati di volta in volta intrapresi per tentare di comprendere gli oscuri principi che regolano le partenze, non hanno avuto fino ad oggi – esito alcuno.
Proprio per questa ragione, c’è chi afferma che in realtà tutto dipende dal caso e che ogni giorno verrebbero sorteggiati dei bigliettini coi numeri dei treni e i nomi delle rispettive destinazioni.
La verità è che nessuno sa niente e che tutte le ipotesi finora pensate si sono rivelate prive di fondamento.
La gente deve affidarsi alla fortuna, come se partecipasse ad una lotteria. Questo, lungi da essere motivo di rassegnazione, costituisce sovente una spinta a sfidare il destino e dà un tono ancor più avventuroso all’impresa.
A qualsiasi ora, i corridoi e le sale della stazione si riempiono del viavai continuo degli aspiranti viaggiatori, delle voci che si sovrappongono nell’ansia comune di dire finalmente addio alla monotona vita di sempre. Tutti sono disposti a tutto, pur di raggiungere le destinazioni che vengono annunciate. Eppure vi sono treni fermi da mesi, a volte da anni…
La gente che non perde la speranza si abitua a vivere sui vagoni, organizzandosi come meglio può. Ovviamente non è facile e frequenti sono le liti e le truffe. False notizie relative all’orario o alla data della partenza vengono trasmesse da loschi individui, dietro ingenti compensi. C’è chi vive di questo e si procura perciò tutto l’occorrente per essere credibile il più possibile.
Ma quando un treno finalmente parte (a volte succede) e si ode il tanto sospirato fischio del capostazione, la gente sembra impazzire. Tutti corrono verso i fortunati in partenza, i quali, con le lacrime agli occhi, salutano, gridano addio e si abbracciano tra loro dalla gioia, dimenticando i precedenti rancori.
Se ne vanno nel luogo sognato da sempre, pronti a ricominciare una nuova vita. È infatti proibito il ritorno. Solo la corrispondenza è permessa, ma – chissà perché – nessuno ha mai scritto.
Forse, si dice, sono troppo felici.

(tratto dal romanzo Il prescelto di Mauro Germani – Alberto Perdisa Editore, 2001)

[Autore: Maurizio Teroni]

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