Galileo Galiei: processo aperto

“La verità riesce ad imporsi solo nella misura cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può che essere la vittoria di coloro che ragionano.”
da Vita di Galielo di Bertolt Brecht

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Il 12 giugno1633 Galileo Galilei, al cospetto del Sant’Uffizio che lo invitava a ritrattare le sue tesi, esclamò: «Eppur si muove!»

Questo è quello che comunemente si racconta, per colorire il noto scienziato di un certo eroismo, per esemplificare la sua risolutezza, ma è un falso. Più precisamente da attribuire al giornalista Giuseppe Baretti che, nel 1751, si inventò quella frase di sana pianta. E la menzogna divenne storia.
Sarebbe forse opportuno ricordarci che la storia è un racconto fluttuante, plasmato e plasmabile, un quadro che muta a seconda dell’osservatore.
Poco tempo fa, il vescovo Richard Williamson ha pubblicamente messo in dubbio la veridicità della Shoah, per esempio. È vero che il Vaticano ha redarguito questo pastore di anime, ma, si sa, certi sospetti si insinuano e l’erba cattiva prospera facilmente.
Ora, la questione Galilei rimane ancora terreno di scontro interpretativo.
Costretto ad abiurare le proprie tesi astronomiche, Galilei venne riabilitato dalla Congregazione del Sant’Uffizio nel 1757. Nel 1992 Giovanni Paolo II si scusò ufficialmente per l’ingiusto processo. Poco più di un anno fa, ha fatto scalpore il rifiuto di alcuni docenti della Sapienza di accogliere un intervento dell’attuale papa. In questo intervento, Benedetto XVI, rifacendosi alle tesi di Ernst Bloch sul relatività dei movimenti, prendeva in sostanza le difese di quel noto processo, suggerendo che Galileo non avevo poi tutte le ragioni a dire che è la terra a girare intorno al sole, e non l’opposto (come la Chiesa gli impose).
Ma c’è di più. Vittorio Messori che è, come dire, un intellettuale cattolico e militante, pubblica ben tre articoli in Pensare la storia (Sugarco, 2006) su Galilei. Scrive parecchie cose, tra cui: «la difesa gli venne dalla Chiesa, l’offesa dall’Università», dato che «né prima né dopo la Chiesa scenderà mai (ripetiamo: mai) in campo per intralciare in qualche modo la ricerca scientifica». La Chiesa praticamente non lo ha processato, lo ha semplicemente invitato a far quattro chiacchiere tra vecchi amici. «Torture? Carceri dell’Inquisizione? Addirittura rogo? Galilei non fece un solo giorno di carcere, né fu sottoposto ad alcuna violenza fisica. Anzi, convocato a Roma per il processo, si sistemò (a spese della Santa Sede) in un alloggio di cinque stanze […] si trasferì come ospite nel palazzo dell’arcivescovo di Siena, uno dei tanti ecclesiastici insigni che gli volevano bene, che lo avevano aiutato e incoraggiato…». Anzi, Messori ci assicura che Galileo era un cattolico esemplare. Ce lo testimonia raccontando che: «una delle sue figlie suore raccolse la sua ultima parola. Fu: “Gesu!”»
Ed ecco che, Galilei, da condannato, si trasforma in protetto della Chiesa, una specie di martire cattolico.
Vale tuttavia la pena di trascrivere qualche precisazione: «un verbale del 1615 attesta l’obbedeinza di Galileo agli ammonimenti della chiesa, verbale sulla cui validità si posso tuttavia sollevare molti dubbi”» (L.Geymonat “I tempi e la vita di Galilei” in La letteratura italiana). Rammentare che «i gesuiti attendevano al varco  il loro avversario e subito scatenarono contro di lui la più dura battaglia». E annotare, per dovere di cronaca, che il suo libro Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo «fu dichiarato esecrando e più pernicioso per la Chiesa delle Scritture di Lutero e di Calvino.»
Bertolt Brecht, intorno al 1938, scrisse una straordinaria opera teatrale, intitolata Vita diGalileo. Non se ne dimentica Messori, che scrive: le «menzogne degli illuministi e poi dei marxisti – vedasi Bertolt Brecht – che crearono a tavolino un “caso” che faceva (e fa ancora) molto comodo per una propaganda volta a dimostrare l’incompatibilità tra scienza e fede.»
Riassumendo, la Chiesa, secondo Messori, non ha processato Galileo: gli ha, diciamo, semplicemente tirato un po’ le orecchie; Galileo era un coscienzioso cattolico; il caso Galilei è un’invenzione dei marxisti.
Ma, giusto per documentare quanto la faziosità, cui fa riferimento Messori, non covasse nell’opera di Brecht, leggete cosa lo stesso Brecht scrisse a postilla del suo dramma teatrale: «È importante che i teatri tengano presente che, qualora la rappresentazione di questa dramma venga diretta principalmente contro la Chiesa cattolica, esso è destinato a perdere gran parte della sua efficacia. Parecchi dei personaggi che vi compaiono portano l’abito ecclesiastico. Gli attori che per questa ragione li volessero rendere odiosi, sbaglierebbero.»

Alcune scoperte di Galileo Galilei:

  • perfeziona il canocchiale;
  • scopre la rocciosità della luna (smontando l’idea che la luna fosse di un materiale fosforescente);
  • scopre che la via lattea è una moltitudine di stelle (e non latte di Giunone);
  • scopre i satelliti di Giove;
  • scopre le fasi di Venere;
  • scopre l’anello di Saturno;
  • studia la gravità dei corpi (negando alcune teorie aristoteliche) che poi Newton approfondirà;
  • introduce il concetto di relatività dei moti (a sostegno della teoria copernicana);
  • definisce la legge del movimento del pendolo (che sarà, duecento anni dopo circa, alla base della dimostrazione definitiva, avvenuta con il pendolo di Foucault, della rotazione terrestre).

[Autore: Maurizio Teroni]

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