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… Kakà!

gennaio 20th, 2009 · 1 Comment

Oggi abbiamo assistito, per chi se ne fosse accorto, al finale di una delle tante buffonate con cui i nostri governanti si fanno gioco di noi. Ci prendono per il culo, e lo fanno in modo talmente scoperto e villano, da confondere ormai il serio e il faceto, il comico e il drammatico, il rosso e il nero, il tutto in un’unica brodaglia insapore, incolore (ma tendenzialmente nera) con la quale ci rimpinzano tutti i giorni, supportati dai giornalisti servi al regime, venduti, infimissimi, che infiocchettano il Nulla con articoli, interviste, commenti, special, immagini, ipotesi, interpretazioni, talk show, recensioni, tavoli rotondi, servizietti vari, il tutto condito con una serietà e supposta professionalità semplicemente ridicola. Non fosse che stanno tessendo una vomitevole operazione politica. Il tutto per distrarci, imbambolarci.
Da cinque giorni si parla dell’ipotetico acquisto di Kakà da parte del Manchester City. Centocinquanta milioni di euro, l’offerta lanciata sul tavolo. Ci hanno detto. Precisandoci, intanto che, con una cifra simile, ci si potrebbe fare un’intera squadra, praticamente, e di alto livello. Quindi una somma spropositata. C’era di mezzo un emiro arabo, patron del Manchester. Quelli hanno soldi a palate, ci dicevano.
Il giorno dopo, la cifra è calata: centodieci. Sempre enorme! Kakà è in dubbio. I tifosi protestano. Anche Abatantuono, noto milanista, afferma: se lui va via, cambio squadra.  Dramma nazionale… Già domenica, la cifra è planata a cinquantacinque milioni. Ce la possiamo fare anche senza Kakà, chiosa Ancelotti (di cui, intanto, si dice abbia portato in ritiro l’amante rumena). Le comiche! Compriamo Drogba, allora, compriamo Fernando Torres. Intanto Kakà si crogiola nel dubbio: i soldi o il cuore? Questo è il problema. Te lo inquadrano, a fine partita, con le lacrime agli occhi. Cosa farà Kakà? Paragoni con Scheveschenko (il noto figliol prodigo del Milan). Poi dicono: è arrivato il padre di Kakà dal Brasile, per aiutarlo a decidere. Berlusconi, dall’alto della sua saggezza, dice che farebbe bene ad accettare.
Voi penserete: ma, senti, critichi il mondo del calcio, e sai tutto di calcio? Eh no, io non ne so un bel niente. Lo seguo, distrattamente. Però leggo i giornali, ascolto la radio, vedo la televisione. Insomma, ho occhi e orecchie. Chiunque, come me, in questi giorni è stato investito da queste notizie.
E poi, ieri, quando ormai la scelta sembrava definitiva e la frittata fatta, lo scoop.
Ero lì con mia figlia in una mano e il biberon nell’altra, quando, intervenendo a X-factor, Savino Nicola manda in onda Biscardi Aldo (sempre i soliti, sempre lì, tranquilli come se niente fosse) che manda in diretta la telefonata di Berlusconi Silvio (in arte, capo del nostro governo) il quale annuncia: «Kakà rimane al Milan!»
E subito la telecamera si sposta su un commentatore sportivo che sventola il pugno in aria: «E vai!» urla.
Vai! Sì, vacci, andateci tutti.
Titolo, in grandi lettere, de “La Gazzetta dello Sport” di oggi: Silvio: Kakà resta! (lo chiamano per nome, quasi fosse un caro, vecchio amico).
Così, in un Italia che scivola verso una crisi economica di cui ignoriamo le conseguenze, mentre inflazione e debito pubblico aumentano, la corruzione dilaga, i servizi pubblici procedono allo sbando, scuole ospedali ricerca sgretolati, l’opposizione inglobata nel governo, amalgamata, quasi culo e camicia col governo stesso, la sinistra morta e sepolta e sodomizzata, il nostro presidente del consiglio compie un altro passo verso la santificazione. Dopo la monnezza napoletana e l’Alitalia, la salvezza del Milan.

Tags: Interventi · Interviste · Maurizio Teroni

1 response so far ↓

  • 1 copiaincolla // gen 22, 2009 at 15:10

    nessuno in questo paese sa governare, ma i miracoli piacciono sempre…

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