Cosa c’è di meglio di un caffè al bar la domenica mattina, seduti all’aperto, leggendo il giornale e fumando?
Molte cose, di certo, ma, nella sua modesta pretesa, anche questo ha un suo perché. Ognuno poi ha i propri riti, ognuno ha un proprio modo di affrontare l’abisso domenicale. Io ho fatto così: ho preso la bici, ho comprato il giornale, sono andato al bar e mi sono bevuto un caffè. Poi mi sono seduto fuori, ho acceso una sigaretta e ho cominciato a leggere. Vediamo un po’: Borsellino ucciso dalla trattativa… Dalla loggia P2 alla loggia P3… La solitudine dei cassintegrati…
Ero lì tranquillo, immerso in queste spassose notizie, quando si siede vicino a me un signore sulla settantina, camicia arancione e braghe bianche. Abbronzato. Sul paonazzo.
“Disturbo?” mi fa. “Prego… si figuri.” Sorrido e mi rimetto a leggere.
Il giudice colpito perché disse no a una tregua con la mafia…
“Caldo eh?” dice rivolgendosi evidentemente a me, sebbene guardasse per l’aria. Io sollevo un attimo gli occhi, lo guardo e dico: “Eh!”
… Diciotto anni di continui interventi per evitare d’arrivare alla verità sulle stragi di mafia… una trattativa inconfessabile…
“Però oggi c’è meno afa” mi fa osservare, sempre con gli occhi in un punto impreciso. “Uhm!” confermo io.
…Una lettera inedita di Vito Ciancimino…
“Certo che anche il tempo è cambiato!” sento affermare.
Ma non dico nulla, neanche un “già”, neanche un cenno col capo. Nulla. Continuo a leggere, come se non esistesse.
PDL dilaniato dalle inchieste…
“Mah!” bofonchia. E sento il suo sguardo addosso. Lo vedo con la coda dell’occhio, soprattutto quando mi sposto sulla parte sinistra del testo. Il paragone con il ’92, in realtà, regge fino a un certo punto… Leggo ma ho difficoltà a intendere. Qualcosa mi deconcentra.
“Lei legge il giornale, eh?” mi chiede, ed è chiaramente una domanda retorica. Lo guardo e annuisco. Poi riabbasso gli occhi, ma lui non molla.
“Chissà quante se ne inventano!”
Alzo lo sguardo, approfittandone per spegnere la sigaretta.
“Anch’io un tempo leggevo il giornale” mi fa “E fumavo. Poi ho smesso. Mica fa bene, sa?”
“Cosa?” gli ho chiesto, in un ardito tentativo di contropiede.
“Come cosa? Fumare! Ti fa venire dei bei cancri ai polmoni… infarti… di tutto. Sa quanti ne ho visti morire io? Uuuh! E io ho smesso. Io me la voglio godere… Smetta anche lei, mi dia retta.”
“Ci penserò” ho detto sorridendo, ma con una smorfia scocciata. Poi ho ripreso a leggere. Cosa ne pensa Berlusconi?…
Niente. Lui ha ripreso come niente fosse.
“Tutti uguali!” dice “Tutti ladri dal primo all’ultimo!” dice scrutando il mio giornale. “La politica è tutto un ladreria. Mi dia retta, che ne ho viste di ladrerie. Mica bisogna credergli alle cose che dicono. Si fanno i loro affari. Normale, no?”
Intanto io ho chiuso il giornale e sono rimasto, inerte, ad ascoltarlo. Chissà chi votava? mi chiedevo osservando la sua camicia arancione. Ho provato a fissarlo negli occhi, ma sembrava privo di sguardo. Qualcosa sfuggiva in quelle pupille. Forse era pazzo.
“I giornali” ha detto alzando lievemente il tono e indicando con un dito il mio giornale “si inventano poi un mucchio di balle. Dicono quello che gli fa comodo a loro.”
O forse il pazzo ero io? Per un attimo ho avuto l’impulso di spaccargli il tavolino in testa. Ma mi sono trattenuto, avvertendo un lieve stordimento. Il silenzio della domenica estiva si stava facendo spazio in me, mentre quello continuava a parlare e la sua voce mi raggiungeva simile a un ronzio.


5 responses so far ↓
1 copiaincolla // lug 21, 2010 at 07:53
le parole di quel signore sono l’immagine perfetta di una sconfitta, per la gioia di quelli con cui lui crede di prendersela.
spaccargli il tavolino in testa e, l’indomani, portargli in ospedale una copia della gazzetta con l’articolo sull’aggressione sarebbe stato quasi un atto dovuto
2 redcats // lug 21, 2010 at 10:39
Toccherà leggersi il giornale di nascosto…redcats
3 Massimo Vaj // lug 23, 2010 at 19:49
In fondo almeno oggi si va in malora col governo della malora. Tutto in armonia commisurata ai tempi che stringono. Stringono su cosa? Ma sulla morte no? La società è analoga all’individuo: nasce, non diventa mai adulta, e muore di una malattia che si ha vergogna a dire o non si sa pronunciarne il nome. Sono effetti di quello che popoli antichi e più intelligenti chiamavano legge dei cicli cosmici. È come andare sul calcinculo, c’è un nastro rosso da acchiappare, uno dietro che spinge sempre nel momento sbagliato, tutti che guardano con malevolenza le catenelle ruggini che reggono i sedili, e un giro di giostra che finisce sempre con l’essere troppo breve ma, nonostante questo, tutti non vedono l’ora di scendere.
4 Massimo Vaj // lug 23, 2010 at 20:10
A proposito… sono appena stato informato da mia moglie che c’è un hadit (detto) dei Musulmani che recita così… Nostro signore Gesù* disse: “Non mi è stato impossibile resuscitare i morti, ma mi è stato impossibile guarire gli stolti”…
*Gesù è considerato dai Musulmani sullo stesso piano di Maometto, con la differenza che quest’ultimo chiude il ciclo delle rivelazioni per la presente umanità.
5 I'm a comment // ago 14, 2010 at 08:35
… lo conosco. Il tipo intendo.
Da giovane era impegnato a sinistra. Leggeva l’Unità. Si rese conto presto che non poteva mica stare con gente che invadeva altri popoli. Diventò Socialista e si mise a leggere l’Avanti. Ma poi si accorse che non poteva stare con i ladroni. Restò solo e si fece “prete laico”. Da allora vaga alla ricerca di ragazzi o presunti tali da mettere sulla buona strada. Cerca di portare il verbo a tutti: “Diffida, Diffida e Diffida di tutti”. Pure lui si mette tra questi.
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