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Due o tre ipotesi sull’inferno

giugno 14th, 2010 · 1 Comment

Dopo mesi di atteggiamento evasivo, teso a sdrammatizzare, eludere e negare, la Chiesa Cattolica ha finalmente preso una posizione netta sulla questione preti pedofili: l’inferno sarà per loro più duro!
La sentenza è stata esternata da monsignor Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Non fosse che la Chiesa Cattolica è una delle congreghe più potenti al mondo, la cosa farebbe sbellicare dal ridere. Invece no! Pare sia una cosa seria.
D’accordo che il comico nasce solitamente dal serio e, tanto più qualcosa vanta serietà, tanto è più tendenzialmente risibile. Io ho letto questa notizia su La Repubblica (30/5/2010), giornale non dichiaratamente filo-cattolico, anzi, giornale forse di eredità illuministica. Eppure, La Repubblica così scrive: “L’anatema della Chiesa contro i preti pedofili risulta forte in fondo alla navata della Basilica di San Pietro”.
Ci vorrebbero due o tre note cupe di organo, per rendere meglio l’effetto.
Io, lì per lì leggendolo, mi aspettavo un guizzo umoristico, ma non l’ho trovato. L’articolo presentava la questione come seria e degna di rispetto. Come se la Chiesa avesse, che so, compiuto un’evidente svolta progressista. L’articolo si chiude così: “il monito è apparso a tutti gli astanti ancor più chiaro.”
Forse si trattava di un umorismo così sottile che andava scovato tra le righe.
No no, questa del Vaticano, è una decisione di tutto rispetto.
L’inferno sarà per loro più duro… Benissimo! Provo a interpretare la frase seriamente, e il primo pensiero che ne consegue è voglia di maggior chiarezza.
Due sono i particolari che mi saltano agli occhi: 1) l’evocazione terrifica dell’inferno; 2) la gradazione delle pene.
Si sa che l’inferno, dal punto di vista letterario, cinematografico, spettacolare in genere, trova più consensi del paradiso. In effetti (almeno per lo spettatore), l’inferno è più divertente: meglio uno squartato tra le fiamme che uno in ascesi mistica. Il fatto è che, a livello di immaginario collettivo, l’idea di inferno dominante rimane quella dantesca. Anche l’inferno delle barzellette rimanda a quello:  vasche di fuoco, distese ghiacciate, immersione nella merda eccetera. Inoltre, l’inferno dantesco è di immediata comprensione: i dannati sono divisi per categorie, in vari gironi, con differenti punizioni. Però non prevede un girone per pedofili, né tantomeno uno per preti pedofili. Forse ne istituiranno uno apposito. E la pena: come sarà?
C’è il girone dei “violenti contro natura”, nel quale, volendo, potrebbero finire. Qui i dannati sono condannati a camminare sulla sabbia rovente, colpiti da una pioggia di fuoco. Mi sembra una cosa abbastanza severa. Ma come la mettiamo con la gradazione? Se il Vaticano afferma che l’inferno sarà più doloroso, come dobbiamo intenderlo? Controlla forse, il papa, una manopola per aumentare le pene ai dannati? Oppure è in diretto contatto con Dio? Le pene non sono però di diretta competenza divina, ma luciferina. Quindi, forse, il papa possiede il numero di Lucifero, e gli può proporre di aumentare, su certi dannati, il livello di sofferenza? E come si attua? Più pioggia di fuoco? Più sabbia rovente? Più ferocia da parte dei diavoli addetti al controllo?
Non si sa. Su questi misteri, la Chiesa non si è ancora pronunciata.

Tags: Interventi · Maurizio Teroni

1 response so far ↓

  • 1 Massimo Vaj // lug 10, 2010 at 16:44

    Ma sì che lo ha fatto, sei poco informato. Nell’ultimo concilio la maggioranza dei vescovi ha promulgato l’ipotesi, che diverrà presto dogma se le cose andranno avanti di questo spasso, dicevo che i vescovi hanno certificato che l’inferno, se c’è, è vuoto, perché non ci sono freni inibitori alla misericordia divina. Ora… che Dio sia senza freni quando si incazza se lo ricordano tutti, ma che questa Sua deprecabile caratteristica ne coinvolga lo spirito anche nei momenti di tenerezza… suscita qualche perplessità. La stessa maggioranza di vescovi ricorda che anche il maligno, non essendo assoluto, è sottomesso alla possibilità di redenzione. E questo già lo si può agevolmente capire, se non addirittura interpretare come una possibile auto assoluzione in divenire…

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